lunedì 26 dicembre 2011

LA FEBBRE DI GRENOUILLE/GRENOUILLE'S FEVER


(english translation at the end of the italian post)
Nel famoso libro di Suskind Grenouille, una volta a bottega dal profumiere Baldini apprende pian piano come impadronirsi degli odori della natura. Cerca di possedere l’odore di tutte le cose tramite le tecniche conosciute allora, dalla distillazione, la macerazione e all’enfleurage.
In questo anno spesso mi sono fatto prendere dalla febbre di possedere gli odori degli elementi che attraevano la mia curiosità olfattiva, utilizzando la tecnica più a buon mercato e piu “casalinga” possibile: la macerazione in alcol, la tintura.
Questa febbre ha prodotto 3 nuovi campioni per la mia collezione, 3 nuovi materiali che prima o poi utilizzerò nelle mie formule.


La prima pianta, che ho praticamente rincorso, è stata una pianta spontanea della flora italiana: la prima volta in cui venni a  contatto con essa fu nelle colline riminesi in un inizio autunno nel 2008 quando per la prima volta feci la conoscenza del profumiere Abdes Salaam Attar: fu lui a raccoglierla e farmela sentire. Rimasi colpito da quell’odore mediterraneo, secco, aromatico, di campo arso dal sole estivo, polveroso.
Non ebbi più occasione di ritrovarla, non conoscevo nemmeno il suo nome e, tranne il campione rimasto in auto ormai secco, non avevo altro con me.
Ad agosto di quest’anno, mentre passavo qualche settimana a casa di mia madre a Boscoreale (NA) per caso fui catturato da un odore conosciuto e memorizzato..era di nuovo lei: dal selciato terroso spuntava lei verde brillante e sfregate le foglie viscose tra le dita rilasciava il suo odore polveroso aromatico... e mi sono poi accorto che era praticamente dappertutto in campagna e ovunque ci fosse un posto per crescere.  Rimaneva da scoprire il nome comune o quantomeno il nome botanico.
Occorreva interrogare un esperto botanico...ma come fare? internet è come sempre fonte di informazione e ricerca: da qui trovare un forum di botanica il passo è stato breve: Acta Plantarum, e la fonte di conoscenza botanica è servita. Mi ci sono iscritto e nella sezione neofiti ho inserito un post con foto e luogo di ritrovo della pianta come vogliono le regole del forum. Persone gentili mi hanno risposto prontamente e ho ottenuto l’informazione che cercavo: Dittrichia Viscosa. Pianta comune, dall’Appennino Tosco-Emiliano fin giù al Sud, si trova praticamente dappertutto ove c’e spazio e terra essendo quasi infestante: l’appenino fa da spartiacque e quindi nella pianura padana e nord non si ritrova.
Per impadronirmi del suo odore mi sono munito di alcol buongusto 96° (quello che si trova al supermercato) di un barattolo di vetro da chilo con chiusura ermetica. Tagliate un pò di piante di Dittrichia cresciute sul Vesuvio, ho riempito il barattolo e coperto di alcol il tutto utilizzando la pianta fresca. lasciata in macerazione per circa 4 settimane e poi filtrata.
Intinta una striscia di carta nel liquido verde scuro generato, pian piano evaporando via l’alcol si sente lui, “l’odore”: leggero ma presente; certo una nota volatile, di testa, probabilmente da accordare con spezie o magari resine e legni, vedremo dopo la maturazione in atto cosa ispirerà.

Il secondo episodio della mia febbre da Grenouille è stato suggerito da una giornata di mare, sulla spiaggia di Grado (GO). Ero a prendere gli ultimi raggi di sole di questa lunga estate. Steso sul mio asciugamani, intento nella lettura svogliata di un libro, noto i mucchi di alghe accostate sul bagnasciuga dalla risacca del mare. alghe filiformi, forse Posidonia, ammucchiate sul litorale a formare una linea zigzagante per tutta la lunghezza della spiaggia..altre volte era capitato di vedere scena simile, ma non mi era balenata l’idea di estrarre anche da quelle il loro odore di mare, intenso, penetrante, salino. Un attimo, pensato. agito e fatto: riempio il mio zainetto di queste alghe, facendo finta di niente tra la gente che guardava, tra il curioso e il divertito. Giunto a casa svuoto lo zaino e preparo il necessario all’operazione, alcol (sempre a disposizione da bravo alchimista) e barattoli tipo 4 stagioni. Riempio bene senza pressare e copro con alcol e poi sempre 4 settimane di macerazione e poi filtrazione: altro liquido verde intenso, fresco, il mare stagnante ma non orrido come in putrefazione. Interessante nota da vedere in miscela con piante aromatiche, a risaltare la freschezza.

La terza febbre arrivata è stata una sorpresa. sorpresa la scoperta e per il luogo di scoperta di questo odore.
Motivi legati al mio lavoro da chimico mi hanno portato in Toscana, nelle colline del volterrano, a metà strada tra l’entroterra ed il mare. Clima autunnale, quest’anno splendido e abbastanza caldo per queste latitudini.
Pomeriggio inoltrato, ultimi raggi di luce e io che cammino all’interno dell’azienda chimica per cui lavoro come consulente verso il laboratorio. Sovrappensiero, con in testa l’elmetto ed il programma di cose da finire..la siepe che costeggio l’avevo già notata per la sua grandezza, circa 3 metri di larghezza x 3 metri di altezza. mi sembrava solo una siepe appunto....invece all’improvviso un odore soave, dolce, potente e compatto arriva, una folata, un’altra, un’altra ancora...mi giro cercando di individuare l’origine di tale bellezza..era proprio accanto a me: nella siepe tantissimi fiorellini bianchi, delle dimensioni di 3-4millimetri, in grappoli appesi sotto le foglie verdi lanceolate e sode..avvicino il naso ed è come poesia...dolcezza palpabile e soave..come il gelsomino ma senza la nota indolica e come la tuberosa senza la sua opulenza...divino..poi arriva l’istinto del cacciatore: Lo Voglio!!!..vado in laboratorio, trovo due bottiglie adatte e alcol etilico. ne riempio metà bottiglia e sono di nuovo in campo a raccogliere fiorellini e immergerli nel solvente fino a imbottirlo completamente..
Dopo diverse macerazioni adesso il liquido alcolico è diventato rosso e all’apertura della bottilgia l’odore sempre piu forte.
Anche in questo caso per conoscere il nome della pianta mi sono rivolto ai miei amici di Acta Plantarum: ELEAGNUS x Ebbingei,  pianta importata dall’Asia, non indigena europea o italiana.
 
L’istinto da cacciatore di odori si acquieta dopo una cattura, ma sempre pronto alle novità che l’aria rende alla portata di naso...e la febbre di Grenouille risale.

Buone Feste a tutti da RPD

English translation

GRENOUILLE'S FEVER
In Suskind’s famous book Grenouillle, once as an apprentice at perfumer Baldini’s shop learn, little by little, how to catch nature’s odors. He try to posses all thing’s odors by using the techniques known by that time, from distillation, to maceration and enfleurage.
In this year often i got the fever to posses the odors of the elements that attract my olfactive curiosity, using the most usable and domestic technique: alcohol maceration, tincture.
This fever yielded 3 new samples for my collection , 3 new material that i will try to use in my formulas.


The first plant, that i practically run after, was a spontaneous plant of the italian flora: the first time i saw it was up in the Rimini’s hills on a starting autumn in 2008 when i first met perfumer Abdes Salaam Attar: was him that showed it to me and let me sniff it. i was hitted by that mediterramean, dry, aromatic, as a land burned by the summer sun, dusty odor. after that occasion, i was no more able to find it again, neither i know its name and, with nothing else than only the dried sample leaved in my car.
This year in august, while spending some time at my mother’s house in Boscoreale (NA), i was captured by a known odor again...was it, green and brilliant and once rubbed the viscous leaves between the fingers it released its aromatic odor...once recognized, i realized that the plant was all over in the countryside wherever there was a place to grow. So the last thing was to know the common name or at least the botanical name.
i needed to ask to a botany expert..but how? Internet is always source of information and research: from here to found a botany forum was easy: Acta Plantarum and the knowledge is served. I signed in and in the newbie section i posted a request with pics and finding site as the forum rules wants. Good persons answered me readily and i found the info that i was searching for: Dittrichia Viscosa. a common plant, from the tosco-emiliano Appennines mountains to south italy is practically everywhere there is space and land to fill being as a weed: the Appennines mountains just act as a divide and so practically is not unfindable in Padana valley and north Italy.
To take over its odor i took some pure alcohol (the one you can buy at the supermarket) and a 1 kg glass airtight jar. I cut some Dittrchia’s plants grown on the Vesuvio’s hills with which I fill  completely the jar and covered then with the alcohol. Let macerated for 4 weeks and then filtrated. So I dipped a paper strip in the green liquid obtained...little by little, once the alcohol evaporate, “he” comes out: light but present; for sure a volatile note, heady, probably to formulate an accord with spices or maybe resins and woods, Will see after the maturation time what will inspire.


The second episode of my Grenouillle’s fever was suggested by a day at the beach in Grado (GO). i was there catching the last rays of a warm sun of this leghty summer. Layed on my beachtowel trying to read a book, i noted a weap of seaweed pulled over the foreshore by the sea backwash. Wiry seaweed, maybe posidonia type, bank up the beach as a zigzag line along the seaside..other times i saw a similar scene, but never comes the idea to extract from them their sea odor, intense, penetrating, salty. So was just a moment, think and done it: i filled my backpack with the seaweed, between all the people that was looking at me, curious and smiling. At home i emptyed the back pack and prepared for the alcoholic maceration operation. filled the jar without pressing and again 4 weeks and then filtration: another green liquid, fresh, about stagnate sea, not rotting. An interresting note to see what about mixed together with rustic aromatic EO’s to enhance the freshness.

The third fever was a surprise: surprise for the discover of this odor and for the place where i found it.
Reasons related to my work as a chemist brought me in Tuscany in the Volterra hills, Half way from the sea and the inland..autumn weather, this year beautiful and quite warm for this latitudes.
Late afternoon, last sun rays and me that walk in to the chemical company site that i am working for to the laboratory place. Lost in taughts, with the helmet on my head and the schedule of things to finish...the hedge that i walk by already noticed for the dimensions, almost 3 meters high for  3 meters wide. seems only a hedge to me, of course...suddenly a gentle odor, sweet, powerful and compact arrive to my nostrils, one time, another one, again another..i looked around to try to found the origin of this beauty..and was just near me: on the hedge many little white flowers, 3-4 millimeters big, in bunches hanging under the green firm leaves.. get closer the nose and was just like poetry..palpable and tenderly sweetness..as jasmine but without the indolic-animalic note and as tuberose without her heavy richness..divine..then right after comes up the hunter istinct: IWANT IT!!! i run to the lab, find a couple of bottles and the alcohol, fill the bottle and was right back on the field to take from the hedge the small flowers filling them into the alcohol to saturate it completely...
After several macerations now the alcoholic liquid turn red and at the opening of the cap the odor is stronger.
Also for this, to know the name of the plant i need to ask my Acta Plantarum Friends: Eleagnus x ebbingei, is an imported plant from Asia, not Europe nor Italy indigenous.
The odor hunter istinct soothe after every capture, but is always ready to new entities hat air bring to the nose range..and the Granouille’s fever comes back..

Season Greetings from RPD

2 commenti:

  1. Ciao Roberto, capisco e condivido molto questa 'ossessione', che mi prende regolarmente be ogni incontro profumato. Io però mi fermo alla 'contemplazione', non ho mai provato a passare all'azione...
    L'ultima scoperta, che ti invito a provare: la buccia di un buon mango maturo, sbucciato con il coltello. Un singolare e buonissimo incrocio di aromi dolci e speziati, direi pepati...
    Ciao, e buon proseguimento!

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  2. Lorenzo, farò sicuramente l'esperienza che mi hai descritto..condivido il lasciarsi prendere dal momento profumato e gustarlo nella sua interezza..
    un caro saluto a TE :-)

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