martedì 5 novembre 2013

THE NEW PERFUME SECTION OF THE MUSEUM OF PALAZZO MOCENIGO IN VENICE


On October 31st was inaugurated the renovated Palazzo Mocenigo museum dedicated to the Venetian fashion and textiles with the new section dedicated to perfume.
After 9 months of restoration and recovery and with the upgrade of the new area dedicated to venetian perfumery, the museum has returned to its former glory; the Palazzo Mocenigo is part of the Foundation of the Civic Museums of Venice.
The work of restoration of the palace and the museum spaces has been exemplary, conducted with skill, the rooms have been enhanced with a clever work of recovery and restoration of all environments, furniture and tapestry.


The history of fashion and costume of Venice at the time of its greatest splendor is shown through the use of mannequins wearing dresses and precious antique accessories.

The walls adorned with paintings having as main theme the history of the Mocenigo family, all recovered and made available by other Venetian museums that are part of the Foundation.

The new section dedicated to scent occupies 5 rooms, designed in collaboration with Parfums Mavive, historic Venetian company owned by the Vidal family, active since more than 100 years in the field of perfumery and cosmetics .
So, there is the reproduction of the laboratory of a perfumer of the time, the muschiere, name given by the fact that the animal musk was a major component for the old recipes and then heavily marketed and used.

Are also shown some raw materials and tools of the trade; heads on a wall there is the map of the sea trade routes of the spices and raw materials used by the Republic of Venice, the so-called Mude: You can go through with the nose in these routes with the aid of special smelling stations; it is showcasing a part of the famous Storp collection of bottles for perfumery (the Storp family is the owner of the DROM Fragrances perfumery company, which granted long-term storage of the collection)
and the room of the fragrances families where you can experience different raw materials for each of the fragrances families.

The future project plans for 2014 is the expansion of the exhibition spaces dedicated to perfumery and the creation of permanent laboratories of training and dissemination through workshops and initiation of short intensive courses of study open to all people interested in the world of perfume.
 
The current perfumery exhibition is especially interesting for those who want to understand more about the role of the Venetian Republic in the use and the spread of essences imported especially from the Middle East and Asia: the book "Notandissimi segreti dell'arte profumatoria" (the noble secrets of the perfumery art) written in Venice in 1555 by Giovanvetura Rossetti is a clear statement of the flourish of perfumes, cosmetics and make-up in Venice of 500 century.  
The Vidal family has minded a new edition of the famous book with explanations and insights.

It was also presented the new line of fragrances created for the occasion, "the Merchant of Venice ", which comprises 7 fragrances , modern reinterpretation of the most important raw materials transported through the Mude and popular in Venice .

The museum is open to the public from November 1st

IL NUOVO PERCORSO SUL PROFUMO DI PALAZZO MOCENIGO A VENEZIA



il 31 ottobre è stato inaugurato il rinnovato museo di Palazzo Mocenigo dedicato alla moda veneziana e ai tessuti con il nuovo percorso museale dedicato al profumo.
Dopo 9 mesi di restauri e recuperi e con l'attrezzatura dell'area dedicata al profumo, il museo è ritornato al suo antico splendore; il palazzo Mocenigo fa parte della fondazione dei musei civici  di Venezia.
L'opera di recupero del palazzo e degli spazi museali è stato esemplare, condotto con maestria; le stanze sono state valorizzate con un sapiente lavoro di recupero e restauro di tutti gli ambienti, la mobilia e la tappezzeria.

La storia della moda e del costume della Venezia al tempo del suo massimo splendore viene mostrata attraverso l uso di manichini che indossano preziosi abiti e antichi accessori.


le pareti adorne di quadri aventi come filo conduttore la storia della famiglia Mocenigo recuperati e messi a disposizione dagli altri musei veneziani facenti parte della fondazione.

La nuova sezione dedicata al profumo occupa 5 sale, realizzate in collaborazione con Parfums Mavive, storica azienda veneziana di proprietà della famiglia Vidal, attiva dal oltre 100 anni nel settore profumeria/cosmetica.
E' stato riprodotto il laboratorio di un profumiere dell'epoca, il muschiere nome dato dal fatto che il muschio animale fosse una componente principale nelle ricette d'epoca e quindi molto commercializzato ed utilizzato.

Vengono mostrate altresì alcune materie prime e gli attrezzi del mestiere; su una parete capeggia la mappa delle rotte delle spezie e delle materie prime usate nella repubblica di Venezia, le cosiddette Mude:  è possibile percorrere con il naso queste rotte con l'ausilio di apposite stazioni olfattive.
E' in mostra una parte della collezione Storp di flaconi per profumeria (la famiglia Storp è Titolare dell'azienda di profumeria DROM Fragrances che ha concesso in deposito a lungo termine la collezione)

e infine la sala delle Famiglie olfattive della profumeria dove è possibile sperimentare olfattivamente le diverse materie prime per ogni famiglia di profumi.


Il progetto futuro prevede entro il 2014 l'ampliamento degli spazi espositivi dedicari al profumo e la creazione di laboratori permanenti di formazione e divulgazione tramite workshop brevi di iniziazione e corsi intensivi di approfondimento aperto a tutte le persone interessate al mondo del profumo.

Il percorso attuale è interessante sopratutto per chi vuole capire qualcosa di più del ruolo della Repubblica di Venezia nell'uso e nella diffusione delle essenze importate sopratutto dal Medio Oriente e Asia: il testo "Notandissimi segreti dell'arte procuratoria" scritto a Venezia nel 1555 da Giovanvetura Rossetti è una chiara testimonianza del prosperare dei profumi, cosmetici e belletti nella venezia del 500. La famiglia Vidal ha curato una riedizione del famoso libro con spiegazioni e approfondimenti.

E' stata presentata anche la nuova linea di profumi creata per l'occasione, "the Merchant of Venice" comprendente 7 profumazioni, rivisitazioni in chiave moderna delle materie prime più importanti trasportate attraverso le Mude e in voga a Venezia.

il Museo è aperto al pubblico dal 1 novembre

lunedì 7 ottobre 2013

LOOKING INSIDE JASMINE


I'm playing with different raw materials, natural and synthetic , reviewing them and trying to build customized bases to employ then in my composition work.
Between the various games that I like to do with my molecules, building smells similar to natural smells give me a lot of satisfaction.
Jasmine is, since I started my journey into the world of odors ,my beloved ,my cuddle , my joy. I cultivate 5 different species and each blossoming of a flower is a beautiful gift that is given to me.


Looking into Jasmine, recognizing the molecules leading to the smell of the flower, within the help of olfactory and analytical references.
The molecules in both the varieties of jasmine used in pefumery, sambac and grandiflorum are:



These molecules constitute 80% of the overall odor of the flower, where the remaining 15% is made up of a series of minor components that are under the 2% concentration.

Rebuilding a base starting from molecules is an interesting exercise because it is possible to understand some of the features that the raw material has and how to use then this information in the construction of a perfume.
Once understood the olfactory game of how molecules work within the mixture, it is then possible to develop olfactory illusions with a smaller number of components while retaining the principal effect.

JCEllena as an appendix to his book "Journal d’un parfumeur"  shows some wonderful examples.

This exercise highlights the molecular levers that can be used to reinforce some peculiar aspects of a fragrance that you want to build or a raw material you wish to enhance or modify, giving it certain characteristics or special nuances.
So if I want a more aggressive jasmine, I can reinforce it with a touch of benzyl acetate, or for a more gentle and fresh jasmine use a little more of linalool...the combinations become many and then using one or another depends on the creativity or inspiration of the moment: balance the background of a natural material with a brushwork of synthetics or soften a synthetic reconstruction with a touch of naturals.
It is a beautiful sensory play: separate to put back to understand and master the material, shape it according to my own tastes, my own inspiration or character.



GUARDARE DENTRO IL GELSOMINO


Sto giocando con diverse materie prime, naturali e sintetiche, ripassandole olfattivamente e provando a costruire delle basi personalizzate da adoperare poi nel mio lavoro di composizone.
tra i vari giochi che mi diverto a fare con le mie molecole, quello di costruire odori simili agli odori naturali mi da molta soddisfazione.
Il gelsomino è, da quando ho cominciato il mio percorso nel mondo degli odori, il mio amato, la mia coccola, la mia gioia. Ne coltivo diverse specie e ad ogni sbocciare di un fiore è un regalo bellissimo che mi viene donato.


Guardare olfattivamente dentro il gelsomino, riconoscerne le molecole principali dall’odore del fiore, aiutadomi con i giusti riferimenti olfattivi e analitici.
Le molecole delle principali varietà del gelsomino usato in profumeia, Sambac e Grandiflorum sono:




Queste molecole costituiscono l’80% dell’odore complessivo del fiore, dove il restante 20% è costituito da una serie di componenti minori che sono sotto il 2% di concentrazione.

Ricostruire una base a partire dalle molecole è un interessante esercizio perché ci si rende conto di alcune caratteristiche olfattive che l'essenza possiede e come poi usare queste informazioni nella costruzione di un profumo.

Una volta capito il gioco olfattivo di come le molecole lavorino all’interno della miscela, è poi possibile sviluppare delle illusioni olfattive con un minor numero di componenti pur conservando l’idea di partenza.

J.C. Ellena in appendice al suo libro “Viaggio sentimentale tra i profumi del mondo “ ne riporta dei bellissimi esempi. 

Questo esercizio mette in luce le leve molecolari che si possono utilizzare per rinforzare alcuni aspetti peculiari della fragranza che si vuole costruire o di una materia prima che si vuole potenziare o modificare, donarle certe caratteristiche o sfumature particolari.

Per cui se voglio un gelsomino più aggressivo posso “rinforzare” con un tocco di benzilacetato, per un gelsomino più gentile e fresco usare un pò più di linalolo; le combinazioni diventano molte e poi usare una o un’altra dipende dall’estro o ispirazione del momento.

Bilanciare lo sfondo di una materia naturale con una pennellata decisa di molecola sintetica oppure ammorbidire una ricostruzione sintetica con un tocco di naturale.
E' un bellissimo gioco sensoriale: separare per poi riunire per capire e impadronirsi della materia, modellarla secondo i propri gusti, la propria ispirazione o indole.



martedì 24 settembre 2013

PERSONAL NOTES ON PITTI FRAGRANZE 2013



Pitti Fragranze arrives at the 11th edition and as usual it is an essential showcase to hear the news, to understand where the market evolves and last but not least, meet industry professionals and friends with whom I share a passion and also the profession.
Here i report what hop in my " the nose " , what struck me and caught my attention.

Ambery notes everywhere
What is almost standard in fragrances from some time to now and also confirmed in this edition of Fragranze are the ambery notes , those dry and sharp ones on the type of cedramber , bornafix , ambrocenide . Practically everywhere, already on the second day of exibition, their smell was well present, hovered everywhere and it wrapped up as soon as you entered in the space in front of the stands. Some say that convey sensuality miming the human odors , who says that they give complexity to the formula and those who simply says they are fine and that enhance on the skin. 

my nose has some difficulty with these notes, suffering them, detecting them immediately and amplifying them even at low percentage ... I note , however, that they like a lot, and especially like to women: I made several comparisons with different people with different scents and when I highlighted the characteristic note , always I got smiles and approval : that is, 99% test positive..

.."This Sells, this Smash!!..
Interesting account of economic nature that I have observed on several debates...smelling the fragrance, return the mouillette several times to the nose , and then, painting a smile and nodding the head, a personal consideration was issued: "this sells , for sure!!"
Now i think that the " like - not like" based on pure feeling of what the fragrance transmits is leaving to a more direct dialogue, that immediately goes on the describing of what's inside the fragrance, the fashion molecules, its reference outlet market and the likelihood of " smashing " on the market.
someone said....time changes ...

Emotional memories through the sense of smell 

Between the different events scheduled at Pitti Fragranze, I found very interesting this presentation of the work that is being carried out Ambroise Pare Hospital in Paris in collaboration with the IFF where they use raw materials and fragrant accords to stimulate the rehabilitation of memory and the recovery of cognition and communication by smell. The use of olfactory stimuli helps to retrieve information crammed into the innermost parts of the brain in patients with Alzheimer, or with traumatic brain injury or even stimulate a new perspective for food in anorexics or bulimics persons.
To the patients are "administered "olfactory kits expecially developed by IFF that contain a series of stimulations,as the smell of the flowers, the smells of cooking, homemade cakes or the smell of the environment in which they lived.
An outstanding example of how the power of odors can alleviate some of the sufferings and the confirmation that the sense of smell , between the 5 senses , plays an important role in the growth of our personalities.

..To meet up during the days of Pitti Fragranze.. 
If you do not take a clear appointment (time and place) with the people inside the exhibition space of the Leopolda Station during Pitti Fragranze, the risk is to not meet anyone: the generic " oh come on, I'll see you inside, we will get together for sure, don’t you think so?" regularly leads to the opposite result. Once you cross the doorway at 10 am, the time seems to fly , speed up and you find yourself at 6 pm that you did not even notice, and you wonder : but I should not see me with somebody? in short, the Stazione Leopolda becomes a kind of time capsule space that makes us become transparent, but not to our liking ..

Final considerations
Florence has charm and clearly conveys it in this fragarnt chermesse that punctually every year attracts the elite of European Perfumery , with looks at West and a few more to the East which is the new territory of invasion (we'll see if as conquerors or conquered) of the Perfumery and European perfumers . These new markets are quite different in terms of taste of perfumes from European ones, but a lot is on to sneak into the sensory folds of the new rich, Russians at North and Arabs and Asians in the south. there are a lot of new initiatives to support the export of European perfumery to those latitudes (as recounted in the appropriate event entitled "Evolution of the fragrance industry in the Middle East " moderator Chandler Burr) and oriental notes intertwined by the ubiquitous Oudh mark the road waiting that the olfactory curiosity manages to slot into the nostrils of these markets.

NOTE PERSONALI DI PITTI FRAGRANZE 2013



Pitti Fragranze giunge alla 11 edizione e come sempre è una vetrina imprescindibile per sentire le novità, capire dove il mercato evolve e ultimo ma non meno importante, incontrare i professionisti del settore e gli amici e le amiche con cui si condivide una passione e anche la professione.
 Riporto qua quello che mi è saltato “al naso”, quello che mi ha colpito e catturato la mia attenzione.

Note ambra dappetutto 
il motivo standard nelle fragranze da un certo periodo a questa parte e confermata anche in questa edizione di Fragranze sono state le note ambrate, quelle secche e taglienti sul tipo cedramber, bornafix, ambrocenide. Praticamente ovunque, già al secondo giorno in fiera, il loro odore era bene presente, aleggiava ovunque e se ne veniva avvolti appena si entrava nello spazio antistante gli stand. 
C’è chi dice che trasmettono sensualità mimando gli odori umani, chi dice che danno complessità alla formula e chi semplicemente dice che stanno bene e si esaltano sulla pelle
  
il mio naso è un pò in difficoltà con queste note, le subisce, le evidenzia subito e le amplifica anche in bassa percentuale... constato comunque che piacciono molto, moltissimo e piacciono sopratutto al pubblico femminile: ho fatto diversi confronti con diverse persone con diversi profumi e, evidenziata la nota caratteristica, ottenevo sempre dei sorrisi e approvazione: che dire, 99% test positivo.
 
“Questa Vende, Questa Spacca!!” 
interessantissima considerazione di carattere economico che ho rilevato in diverse discussioni...l’annusare la fragranza, riportare la mouillette varie volte al naso e poi, dipingendo un sorriso e annuendo con il capo, si emetteva la personale considerazione: questa vende, sicuro!! ormai il “piace-non piace” basato sulla pura sensazione di quello che la fragranza trasmette credo che stia lasciando il posto a una interlocuzione più diretta, dove si passa a descrivere subito quello che c’è dentro, le molecole alla moda, il relativo mercato di riferimento o di sbocco e la probabilità di “spaccare” sul mercato..

....qualcuno diceva "i tempi cambiano"... 

Le memorie emozionali attraverso l’olfatto 
Tra i diversi eventi in programma al Pitti Fragranze, ho trovato molto interessante questa presentazione del lavoro che si sta portando avanti all’ospedale parigino Ambroise Parè in collaborazione con la IFF dove si usano le materie prime e accordi profumati per stimolare la riabilitazione della memoria ed il recupero delle facoltà cognitive e di comunicazione tramite l'olfatto. L’uso di stimoli olfattivi aiuta a recuperare le informazioni stipate nelle parti più recondite del cervello in pazienti affetti da alzheimer o con lesioni cerebrali traumatiche o addirittura stimolare una nuova prospettiva alimentare nelle persone anoressiche o bulimiche. Ai pazienti vengono “somministrati” kit olfattivi appositamente sviluppati in IFF che contengono una serie di stimolazioni, dall’odore dei fiori, agli odori di cucina, dei dolci o dell’ambiente casalingo in cui si è vissuto:uno straordinario esempio di come il potere degli odori può alleviare alcune sofferenze e la conferma che l’olfatto, trai 5 sensi, gioca un ruolo importante nella crescita della nostra personalità. 

..Incontrarsi durante le giornate di Fragranze..
..Se non prendi un appuntamento certo (ora e luogo) con le persone all’interno dello spazio  espositivo della stazione Leopolda durante Pitti Fragranze, rischi di non incontrare nessuno: un generico “vabbè dai, ci vediamo dentro, tanto ci si becca sempre, vuoi che non ci si trovi??” puntualmente porta al risultato opposto. Una volta varcata la soglia alle 10, il tempo sembra volare, accelerare e ti ritrovi alle 18 e non ti sei accorto di nulla e ti domandi: ma non dovevo vedermi con tizio?? insomma la stazione Leopolda diventa una specie di capsula spazio temporale che ci fa diventare trasparenti, ma non a nostro piacimento.. 
 Considerazione finale 
Firenze ha fascino e la trasmette chiaramente in questa chermesse profumosa che puntualmente ogni anno richiama il Gotha della Profumeria europea, con sguardi a ovest e qualcuno in più verso Est che è il nuovo territorio di invasione (vedremo poi se da conquistatori o conquistati) della profumeria e dei profumieri europei. questi nuovi mercati sono abbastanza diversi in fatto di gusti di profumi da quelli europei ma si sta facendo molto per insinuarsi nelle pieghe sensoriali dei nuovi ricchi, russi a nord e arabi/asiatici a sud. Sono sempre maggiori Iniziative volte al sostegno della esportazione della profumeria europea verso quelle latitudini (come raccontato nell’apposito evento dal titolo “Evoluzione dell’industria delle fragranze nel medio oriente” con moderatore Chandler Burr) e note orientali intrecciate dall’onnipresente Oudh segnano la strada in attesa che la curiosità olfattiva riesca ad incunearsi nelle narici di questi mercati.

giovedì 29 agosto 2013

THE TIMING IN PERFUMERY: BUILDING, AGING, FILTERING

Build
How long it takes to make a perfume? is the question that often comes to me where I reveal that I deal with perfumery. The question may be rid of with a vague "it depends", leaving open to solutions that can be linked to raw materials, to the inspiration of the moment or to the olfactory form you want to achieve.." Yes, but...how long..." resonates the question again... “for the time it takes to be satisfied” I answer...and that answer then opens horizons that can allow us to imagine more concrete times, weeks, months or years ..
moreover, satisfaction in all manual activities or craft is an element that, to use a mathematical term, tends to infinity...when you are happy with the result then you try to do it better. But in a world that accelerates , lives and shares all in real time, the time-consuming activities, meditation, care and satisfaction seem to give-up....

how long to build? for the time required ...

Aging
the concept of aging in perfumery follows the same patterns that nature shows us in its evolution and in many activities related to the processing of food and beverages. It is a process that is more akin to alchemy, where the transformation of the matter takes place in silence, in the dark, cold, and the changes are detected by a periodic olfactory control: is the smell become more round?, it is kinder or more aggressive?....the leading role of these transformations at the microscopic level,are chemical molecules that are in the conditions to meet each other, and maybe to join and to decouple. Chemical reactions that proceed silent, seemingly harmless twistings that lead to the final result that the designer of the mixture had set... expected..

how long to age? for the time required ..


Filter
The scented matured juice often presents the molecular residues of the aging battle just ended; if resin and waxy materials used, these residues are also very bulky. So then proceeds with the filtration...the pores of the paper filter tend to close quickly in the presence of coarse material and make the time of the filtration slow, dropwise, relentless dripping of scented drops in the bottle that receives the purified juice, clear...
I get the impression that after filtration the matter is further refined, in the real sense of the word .. the smell is refined ..

how long to filter? for the time required ...

I TEMPI DELLA PROFUMERIA: COSTRUIRE, MATURARE, FILTRARE

Costruire
Quanto ci vuole a fare un profumo? è la domanda che molto spesso mi viene rivolta allorchè svelo al mio interlocutore che mi occupo di profumeria. La domanda potrebbe essere liquidata con un vago “dipende”, lasciando aperte soluzioni che possono essere collegate alle materie prime, all’ispirazione del momento o alla forma olfattiva che si vuole raggiungere. “si, ma...in quanto tempo” risuona di nuovo la domanda...”per il tempo che ci vuole per essere soddisfatti” rispondo...e questa risposta apre poi orizzonti che possono far immaginare tempi più concreti, settimane, mesi o anni..
D’altronde la soddisfazione in tutte le attività manuali o artigiane è un elemento che, per usare un termine di matematica, tende all’infinito...appena si è soddisfatti del risultato si cerca di fare meglio. Ma in un mondo che accelera, vive e condivide tutto in tempo reale, le attività che richiedono tempo, meditazione, cura e soddisfazione sembrano soccombere.
per quanto costruire? per il tempo necessario...


Maturare
il concetto di maturazione in profumeria segue gli stessi schemi che la natura ci mostra nel suo evolversi e in molte attività legate alla trasformazione dei cibi e delle bevande. è un processo che è tra tutti il più affine all’alchimia, dove la trasformazione della materia avviene in silenzio, al buio, al freddo e le modifiche vengono rilevate da un periodico controllo olfattivo: è diventato più rotondo (l’odore); è più gentile o più aggressivo...i protagonisti di queste trasformazioni a livello microscopico, sono le molecole chimiche che trovano le condizioni per incontrarsi fra di loro, unirsi e magari disaccoppiarsi. reazioni chimiche che procedono silenziose, stravolgimenti in apparenza innocui ma che portano al risultato finale che l’ideatore della miscela si era prefisso...previsto.


quanto maturare? per il tempo necessario ..


Filtrare
il succo profumato maturato presenta spesso i residui della battaglia molecolare della maturazione appena conclusa; se si usano resinoidi e materiali cerosi, questi residui sono anche molto ingombranti. si procede, quindi, alla filtrazione...i pori della carta filtro tendono a chiudersi velocemente in presenza di materiale grossolano e rendono il tempo della filtrazione lento, a goccia a goccia, implacabile stillicidio di gocce profumate nella bottiglia che riceve il succo purificato, limpido...
ho come l’impressione che dopo la filtrazione la materia si affini ulteriormente, proprio nel senso della parola stessa..l’odore si affina..


quanto filtrare? per il tempo necessario...

mercoledì 17 luglio 2013

WHEN SCENT IS ENERGY


I am often required for custom/bespoke perfumes: the desire of many people to "wear" something unique, which like clothes, behavior and character, distinguish them among a thousand. The joy of building something unique and appreciated is huge, the wealth of acquired olfactory knowledge, immeasurable.

Every person who contacts me is different and different emotions are communicated, energy exchanged ... yes, not only the exchange of views and information, but also exchange of energies.
An organized one to one meeting, a phone call, a Skype connection or writing me an email: the brief emerges suddenly from a word, a moment, an emotion, a sentence and the ingredients begin to line up on the desk or on a list.
Many times there are loved raw materials, favorites, olfactory archetypes that always are in us and in the intimate of people, but when it comes to transform images or emotions in smells suddenly the choice becomes more complex: a sunset, sunrise, air summer rather than winter need a lot more trials that start to take shape roughly.

As well as the tailor tries to draw his initial model, so I try to give shape to my olfactory idea mixing the ingredients that feel appropriate to the request.

There are no styles, rules or established schemes in the construction, only a description, a set of raw materials, imagination and knowledge. In the swirl of ideas that flow as the perfume takes shape, the only thing to which we must hold is the hurry to the result, to verify the hypothesis of the effect imagined ad mixed. A fundamental element in this activity is the maturation of the mixture, the coupling of the ingredients, the fusion of the molecules, which generates net or labile shapes, intensity or weaknesses.

The moods that accompany these moments are intense: happiness and joy when you sense that you're on the well way, the ok’s of the client, his positive comments; disappointment when the result does not meet, does not turn, do not take that the shape I'd like and everything is called into question.
The scents, the smells, the raw materials are my energy, and i exchange it in the best possible way, making myself happy in my job and the people I meet in my path. These intangible molecules allow me to expand my boundaries and the continuous feedback with who I was (a chemist) and what I've become (a perfumer) consolidates all: ENERGY

QUANDO IL PROFUMO E' ENERGIA


Spesso mi vengono richiesti profumi personalizzati: la voglia di tante persone di “indossare” qualcosa di unico, che al pari dei vestiti, portamento e carattere, li distingua in mezzo a mille. La gioia di costruire qualcosa di unico e apprezzato è enorme, la ricchezza di conoscenze olfattive che si acquisisce, incommensurabile.
Ogni persona che mi contatta è diversa e diverse le emozioni comunicate, l’energia scambiata...già, non solo scambio di opinioni e informazioni, ma anche scambio di energie: si organizza un incontro, magari ci si sente con una telefonata o via Skype oppure attraverso una email: il brief emerge all’improvviso, da una parola, un momento, una emozione, una frase e gli ingredienti cominciano ad allinearsi sulla scrivania o su una lista. 
Molte volte ci sono delle materie prime amate, predilette, archetipi olfattivi che accompagnano da sempre e nell’intimo le persone; ma quando si tratta di tramutare immagini o emozioni in odori ecco che la scelta diventa più complessa: un tramonto, un’alba, un’aria estiva piuttosto che invernale necessitano di molte più prove che all’inizio prendono forma rozzamente.
Così come il sarto cerca di disegnare il suo modello iniziale, così io cerco di dare forma alla mia idea olfattiva mescolando gli ingredienti che sento confacenti alla richiesta.

Non ci sono stili, regole o schemi prefissati nella costruzione: solo una descrizione, un insieme di materie prime, immaginazione e conoscenze. Nel turbinio delle idee che sgorgano man mano che il profumo prende forma, l’unica cosa a cui bisogna tenere testa è la fretta del risultato, la verifica delle ipotesi dell’effetto immaginato e mescolato. Elemento fondamentale e per certi versi principale in questa attività è la maturazione della miscela, l’accoppiamento degli ingredienti, la fusione delle molecole, che genera forme nette o labili, intensità o debolezze.

Gli stati d’animo che accompagnano questi momenti sono intensi, a 360 gradi: felicità e gioia quando percepisci che sei sulla buona strada, negli ok del cliente, nei suoi commenti positivi; disappunto quando il risultato non soddisfa, non gira, non prende quella forma che vorrei e il tutto viene rimesso in discussione.

I profumi, gli odori, le materie prime sono la mia energia, e la scambio nel miglior modo possibile, rendendo felice me stesso nel mio lavoro e le persone che incontro nel mio percorso. Queste molecole intangibili mi permettono di ampliare i miei confini ed il feedback continuo con chi ero (un chimico) e cosa sono diventato (un profumiere) rinsalda il tutto: ENERGIA






martedì 14 maggio 2013

Kyphi, an ancient Egypt scented story part 5: the scent and concluding remarks


Took time, almost a year from when the idea of replicating the kyphi recipe start to round in my head... buying and studying books, scientific articles, botany, searching the web, trying to undestand and learn as much as possible on the subject...finding the right ingredients, testing many of them, and trying to remake some of them from the informations found in antique literature. But now is here, maybe imperfect, but is here, in my hand, in the air burning in the censer...
This experience learn me alot about raw materials, the techniques of making incenses and fragrant compounds.
While making it, a sort of time voyage happens: shaping the mass, the compound in the mortar, on the heat, in my hands, on my fingers.. really another way to undestand from the inside the scented matter.
UNGUENT MAKING
many asked how the scent is: so while myrrh is always in the backround, the scent is balsamic, sweet, caramel hints that at the end change in gently earthy notes. It is very diffusive and soon the room where it is burned is filled with the scent.
it is a very interesting scent experience, really different from the usual incense burning.

This is not the end, more has to come, revisiting other antique scented material.

But now time has come to go back and work on the building of my artisanal perfumery brand that little by little is shaping into reality.

I leave you with a gift: to the first 20 comments on kyphi I will send a sample of the sacred incense to spread again the powerful scent of Horus.
After the comment write me a mail to esperienzeolfattive@gmail.com with your adress.

Thank you

Kyphi, una storia profumata dell'antico Egitto 5a parte: l'odore e conclusioni



Ci è voluto tempo, quasi un anno da quando l’idea di replicare il kyphi cominciò a balenare nella mia mete...comprare e studiare libri, articoli scientifici,botanica, ricerche sul web, per cercare di capire, e imparare quanto più cose possibili sul soggetto...cercando gli ingredienti giusti , testandoli e cercando di riprodurne alcuni dalle informazioni trovate nella letteratura antica.
Adesso è qua, forse non esattamente come doveva essere, ma è qua, nella mie mani,  nell’aria  bruciando nell’incensiere..
Questa esperienza mi ha insegnato tante cose sulle materie prime, le tecniche per preparare incensi e sui composti odorosi.
Nel mentre lo “costruivo", si realizzava una specie di viaggio nel tempo: dando forma alla massa, nel mortaio, sul fuoco, nelle mie mani, tra le mie dita...davvero un altro modo di addentrarsi dentro la materia profumata.
PREPARAZIONE DI UNGUENTI
Tanti mi hanno chiesto come era l’odore: mentre la mirra è sempre in sottofondo, l’odore è balsamico, dolce, caramelloso che nella fine si tramuta in leggermente terroso. E' un odore molto diffusivo, velocemente la stanza diventa pregna del profumo.
E' una esperienza olfattiva molto interessante, differente dal bruciare di altri incensi.

Questa non è la fine di questa avventura nel mondo antico del profumo, ancora molto deve arrivare nella rivisitazione e riscoperta di antiche miscele profumate.

 Adesso è venuto il tempo di tornare a dedicarmi alla costruzione del mio marchio di profumeria artigianale che piano piano sta prendendo forma.

Vi lascio con un regalo: ai prossimi 20 commenti sul kyphi spedirò un campione dell’incenso sacro, per diffondere ancora il potente profumo di Horus.
Dopo il commento scrivetemi una mail a esperienzeolfattive@gmail.com indicando il vostro indirizzo.
Grazie

Kyphi: una storia profumata dell'antico egitto 4a parte: la preparazione del Kyphi


Dopo aver scritto del Kyphi, cosa era e a cosa serviva, degli ingredienti riconosciuti e le loro note olfattive, riporto la preparazione del Sacro Incenso Egizio cosi come l’ho effettuata. Le quantità degli ingredienti (vedi Kyphi parte 3) sono state calcolate per ottenere circa 500 gr di incenso.
1) pestare in un mortaio, uno dopo l’altro, 5 grammi di ognuno dei seguenti ingredienti: resina storace, rizoma secco di calamo aromatico, resina mastic, resina di pino di aleppo, canfora, gomma arabica e asphalatos; miscelare bene e mettere da parte (MIX1);
 2) pestare nel mortaio 27 grammi di bacche di ginepro, 15 grammi di resina di galbano e 15 grammi di rizoma secco di cipero; miscelare bene (MIX2);
  
3) miscelare il MIX1 con il MIX2,  omogeneizzare (MIX 3) e trasferire in una ciotola; 
4) aggiungere al MIX3 120 ml di vino rosso da tavola, miscelare e ottenere una sospensione omogenea e lasciare macerare per una notte;



5)il giorno dopo, la sospensione liquida si filtra in un panno d cotone facendo in modo di recuperare metà del liquido (60 ml), che verrà eliminata; liberare con cura la pasta dal panno di cotone cercando di recuperarne il più possibile e metterlo a parte (MIX4); 


6) nel mortaio pestare con cura fino a ottenere una pasta omogenea 60 grammi di uva secca; trasferire in una ciotola e aggiungere 75 grammi di vino di datteri e omogeneizzare il tutto (MIX5); 
 7) miscelare il MIX4 ed il MIX5, omogeneizzare il tutto (MIX6) e lasciar macerare per 5 giorni; 


8) dopo 5 giorni, pestare nel mortaio 60 grammi di olibano (frankincense), renderlo molto fine e aggiungere 150 grammi di pasta di datteri precedentemente preparato (vedi Kyphi parte III); dopo averli miscelati bene (MIX7), mettere in una padella antiaderente e, a fuoco lentissimo, cominciare a riscaldare la miscela facendo attenzione a rimescolare in continuazione. La miscela comincerà a ritirarsi e a diventare sempre piu viscosa: questa è una fase molto delicata perché non deve bruciare ma continuare a rattrappirsi: continuare finché è possibile mescolare senza difficoltà. alla fine raffreddato, mettere da parte. 




9) in un’altra padella antiaderente prendere il MIX 6 e a fuoco basso, effettuare la stessa operazione precedente facendo attenzione a non far bruciare il composto: mettere in parte;


10) nel mortaio pestare 60 grammi di mirra, renderla molto fine; unire il MIX 6 al MIX7, nella stessa padella e, sempre a fuoco basso, a caldo, omogeneizzarli bene (MIX 8): questa è una operazione complicata per l’alta plasticità/viscosità dei 2 mix; ottenuto il MIX8, aggiungere sempre a caldo la mirra, incorporandola bene.




Il risultato finale è una pasta nera appiccicosa: IL KYPHI.


Comincia adesso la seconda fase di preparazione del Kyphi: l’essiccazione del prodotto ottenuto. Questa fase è molto lenta e può durare diverse settimane o anche mesi. Questa pasta nera deve essere ridotta alla fine in pallini piccoli del diametro di 1 cm per essere adatti a bruciare e con il composto appena fatto non è cosa facile. Si va quindi per gradi, cominciando a fare delle sfere della grandezza di un uovo: si lascia asciugare l’esterno per 2-3 giorni e poi si fanno sfere piu piccole, facendo attenzione all’appicosità che deve essere sempre minore con il passare del tempo. I
Il mio Kyphi ad oggi ha un grado di secchezza molto alto, sebbene una parte delle palline si presenti ancora leggermente morbida, indice di una non ancora perfetta essiccazione.
Una parte di queste è comunque già pronta per essere provata nel piccolo incensiere e la  descrizione dell’odore che si sviluppa sarà oggetto del prossimo articolo.


" ..AD HORUS CHE HA GUIDATO LA MIA MANO COSI CHE IO HO AVUTO LA POSSIBILITA' DI FARE QUESTA ESPERIENZA E FAR RIVIVERE DI NUOVO IL POTERE DEL KYPHI.."