martedì 14 maggio 2013

Kyphi: una storia profumata dell'antico egitto 4a parte: la preparazione del Kyphi


Dopo aver scritto del Kyphi, cosa era e a cosa serviva, degli ingredienti riconosciuti e le loro note olfattive, riporto la preparazione del Sacro Incenso Egizio cosi come l’ho effettuata. Le quantità degli ingredienti (vedi Kyphi parte 3) sono state calcolate per ottenere circa 500 gr di incenso.
1) pestare in un mortaio, uno dopo l’altro, 5 grammi di ognuno dei seguenti ingredienti: resina storace, rizoma secco di calamo aromatico, resina mastic, resina di pino di aleppo, canfora, gomma arabica e asphalatos; miscelare bene e mettere da parte (MIX1);
 2) pestare nel mortaio 27 grammi di bacche di ginepro, 15 grammi di resina di galbano e 15 grammi di rizoma secco di cipero; miscelare bene (MIX2);
  
3) miscelare il MIX1 con il MIX2,  omogeneizzare (MIX 3) e trasferire in una ciotola; 
4) aggiungere al MIX3 120 ml di vino rosso da tavola, miscelare e ottenere una sospensione omogenea e lasciare macerare per una notte;



5)il giorno dopo, la sospensione liquida si filtra in un panno d cotone facendo in modo di recuperare metà del liquido (60 ml), che verrà eliminata; liberare con cura la pasta dal panno di cotone cercando di recuperarne il più possibile e metterlo a parte (MIX4); 


6) nel mortaio pestare con cura fino a ottenere una pasta omogenea 60 grammi di uva secca; trasferire in una ciotola e aggiungere 75 grammi di vino di datteri e omogeneizzare il tutto (MIX5); 
 7) miscelare il MIX4 ed il MIX5, omogeneizzare il tutto (MIX6) e lasciar macerare per 5 giorni; 


8) dopo 5 giorni, pestare nel mortaio 60 grammi di olibano (frankincense), renderlo molto fine e aggiungere 150 grammi di pasta di datteri precedentemente preparato (vedi Kyphi parte III); dopo averli miscelati bene (MIX7), mettere in una padella antiaderente e, a fuoco lentissimo, cominciare a riscaldare la miscela facendo attenzione a rimescolare in continuazione. La miscela comincerà a ritirarsi e a diventare sempre piu viscosa: questa è una fase molto delicata perché non deve bruciare ma continuare a rattrappirsi: continuare finché è possibile mescolare senza difficoltà. alla fine raffreddato, mettere da parte. 




9) in un’altra padella antiaderente prendere il MIX 6 e a fuoco basso, effettuare la stessa operazione precedente facendo attenzione a non far bruciare il composto: mettere in parte;


10) nel mortaio pestare 60 grammi di mirra, renderla molto fine; unire il MIX 6 al MIX7, nella stessa padella e, sempre a fuoco basso, a caldo, omogeneizzarli bene (MIX 8): questa è una operazione complicata per l’alta plasticità/viscosità dei 2 mix; ottenuto il MIX8, aggiungere sempre a caldo la mirra, incorporandola bene.




Il risultato finale è una pasta nera appiccicosa: IL KYPHI.


Comincia adesso la seconda fase di preparazione del Kyphi: l’essiccazione del prodotto ottenuto. Questa fase è molto lenta e può durare diverse settimane o anche mesi. Questa pasta nera deve essere ridotta alla fine in pallini piccoli del diametro di 1 cm per essere adatti a bruciare e con il composto appena fatto non è cosa facile. Si va quindi per gradi, cominciando a fare delle sfere della grandezza di un uovo: si lascia asciugare l’esterno per 2-3 giorni e poi si fanno sfere piu piccole, facendo attenzione all’appicosità che deve essere sempre minore con il passare del tempo. I
Il mio Kyphi ad oggi ha un grado di secchezza molto alto, sebbene una parte delle palline si presenti ancora leggermente morbida, indice di una non ancora perfetta essiccazione.
Una parte di queste è comunque già pronta per essere provata nel piccolo incensiere e la  descrizione dell’odore che si sviluppa sarà oggetto del prossimo articolo.


" ..AD HORUS CHE HA GUIDATO LA MIA MANO COSI CHE IO HO AVUTO LA POSSIBILITA' DI FARE QUESTA ESPERIENZA E FAR RIVIVERE DI NUOVO IL POTERE DEL KYPHI.."

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