lunedì 7 ottobre 2013

GUARDARE DENTRO IL GELSOMINO


Sto giocando con diverse materie prime, naturali e sintetiche, ripassandole olfattivamente e provando a costruire delle basi personalizzate da adoperare poi nel mio lavoro di composizone.
tra i vari giochi che mi diverto a fare con le mie molecole, quello di costruire odori simili agli odori naturali mi da molta soddisfazione.
Il gelsomino è, da quando ho cominciato il mio percorso nel mondo degli odori, il mio amato, la mia coccola, la mia gioia. Ne coltivo diverse specie e ad ogni sbocciare di un fiore è un regalo bellissimo che mi viene donato.


Guardare olfattivamente dentro il gelsomino, riconoscerne le molecole principali dall’odore del fiore, aiutadomi con i giusti riferimenti olfattivi e analitici.
Le molecole delle principali varietà del gelsomino usato in profumeia, Sambac e Grandiflorum sono:




Queste molecole costituiscono l’80% dell’odore complessivo del fiore, dove il restante 20% è costituito da una serie di componenti minori che sono sotto il 2% di concentrazione.

Ricostruire una base a partire dalle molecole è un interessante esercizio perché ci si rende conto di alcune caratteristiche olfattive che l'essenza possiede e come poi usare queste informazioni nella costruzione di un profumo.

Una volta capito il gioco olfattivo di come le molecole lavorino all’interno della miscela, è poi possibile sviluppare delle illusioni olfattive con un minor numero di componenti pur conservando l’idea di partenza.

J.C. Ellena in appendice al suo libro “Viaggio sentimentale tra i profumi del mondo “ ne riporta dei bellissimi esempi. 

Questo esercizio mette in luce le leve molecolari che si possono utilizzare per rinforzare alcuni aspetti peculiari della fragranza che si vuole costruire o di una materia prima che si vuole potenziare o modificare, donarle certe caratteristiche o sfumature particolari.

Per cui se voglio un gelsomino più aggressivo posso “rinforzare” con un tocco di benzilacetato, per un gelsomino più gentile e fresco usare un pò più di linalolo; le combinazioni diventano molte e poi usare una o un’altra dipende dall’estro o ispirazione del momento.

Bilanciare lo sfondo di una materia naturale con una pennellata decisa di molecola sintetica oppure ammorbidire una ricostruzione sintetica con un tocco di naturale.
E' un bellissimo gioco sensoriale: separare per poi riunire per capire e impadronirsi della materia, modellarla secondo i propri gusti, la propria ispirazione o indole.



Nessun commento:

Posta un commento